Baunilla, pasticceria brasileira

“Delizioso” e’ l’aggettivo principe per descrivere questo bar pasticceria nuovo di zecca nel pieno centro storico di Milano: delizioso l’arredamento di design declinato nella palette del rosa, delizioso il cappuccino servito accompagnato da una minuscola meringa, deliziosi i dolci rivisitati sotto forma di mini boules che vorresti ordinarne una ventina e mandarli giu’ come pillole (volevo farlo, ma mi sono trattenuta). Baunilla si chiama, “vaniglia” in portoghese: un omaggio alla lingua di origine di Barbara Micioni (ndr. Esiste un cognome piu’ bello di questo? No, non esiste) Vidal De Sousa, chef di pasticceria italo brasiliana che dal 26 gennaio ha aperto questo bonbon di locale al 28 di via Broletto. Ad affiancarla in questa avventura, Cristina Ciammaruconi conosciuta nella prestigiosissima scuola di pasticceria dell’Alma, dove entrambe hanno studiato e si sono diplomate. In mezzo a torte mignon esteticamente perfette e fenicotteri, Cristina mi racconta il loro sogno (come fa una persona in piedi dalle 6 del mattino ad essere cosi gentile?): “Dopo il diploma abbiamo fatto esperienze diverse, senza mai perderci di vista, per poi riunirci per questo progetto. Stiliamo insieme la carta dei dolci, partendo dall’accostamento dei sapori: mango e mandorla per esempio, si sposano benissimo insieme. Proponiamo sia sapori piu’ tradizionali, come la cheesecake, la lemon meringue pie e il tiramusu’, sia dolci piu’ innovativi come il Brigadeiro (latte condensato, cioccolato, burro) o il Baunilla (dacquoise di mandorle, mousse di papaya e vaniglia). Il nostro dolce piu’ apprezzato tuttavia e’ una mousse al cioccolato fondente 55% con inserto di lampone e cremoso di pistacchio. Poniamo molta attenzione sulla ricerca delle materie prime migliori, dalle fave di cacao alla vaniglia di Bourbon, che puo’ costare dai 200 ai mille euro al chilo. Anche dietro all’aspetto estetico dei prodotti c’e’ una grande attenzione, le persone iniziano a mangiare gia’ con lo sguardo e noi facciamo tutto a mano qui in laboratorio”. E qual e’ il dolce preferito di una pastry chef? “La crostatina. L’acido della frutta, con la cremosita’ della crema e la croccantezza della frolla, che si vanno a riequilibrare in bocca”. Per parte mia, non ho fatto preferenze e ho assaggiato 5 gusti diversi (mi sono fermata a 5 per darmi una dignita’), tutti ottimi come ottimo il cappuccino. Il locale e’ aperto dalle 8 alle 20, passate a trovare Barbara, Cristina e il loro personale molto sorridente!

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Colei che scrive, col sorriso iperglicemico

 

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Torte monoporzione
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Le mini-boules
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Pink flamingos
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